La storia di questo luogo
Il Nilo e Assuan, prima di arrivare.
Assuan
Assuan era il limite meridionale dell’Egitto. Nel Periodo Protodinastico e nell’Antico Regno, il confine con la Nubia si trovava tradizionalmente qui, appena a nord della prima cateratta. Si pensa che il nome moderno derivi dall’antica parola egizia swenet, «commercio».
La prima città sorgeva sull’isola di Elefantina. In seguito, sulla riva orientale crebbe la città gemella di Siene, che arrivò a occupare un’area circa sei volte maggiore. Sotto Roma, coorti di soldati presidiavano il confine meridionale. Eratostene, direttore della Biblioteca di Alessandria, calcolò la circonferenza terrestre confrontando le ombre proiettate nello stesso momento ad Assuan e ad Alessandria.
Il granito di Assuan veniva estratto per gli obelischi; l’obelisco incompiuto giace ancora nella cava. A nostro giudizio il XX secolo trasformò il fiume più di ogni epoca precedente: la diga di Assuan pose fine alla piena annuale, alle sue spalle si formò il lago Nasser, File fu smontata e ricostruita su un’isola vicina e Abu Simbel venne spostato blocco per blocco.
Edfu
Idfu è una città cresciuta attorno a uno dei templi meglio conservati d’Egitto e a un dio venerato qui per oltre un millennio prima che il tempio fosse costruito. Il culto di Horus a Idfu era già importante all’inizio del Medio Regno e rimase tale in epoca tolemaica e romana. I nomi Behdet e Mesen riconoscevano il valore simbolico della città.
Il tempio di Idfu fu costruito sotto i Tolomei, tra il 237 e il 57 a.C. Le sue pareti raccontano con insolita ricchezza miti, rituali e calendari delle feste. Idfu era anche il capolinea di una strada: in epoca romana, una diramazione del percorso desertico dal porto sul Mar Rosso di Berenice conduceva ad Apollonopolis Magna, l’antico nome della città.
Kom Ombo
Kom Ombo è un tempio doppio su un’altura sopra il fiume, dedicato a due divinità: Sobek, il coccodrillo, e Haroeris, Horus il Vecchio. Richard Wilkinson lo definisce il più spettacolare tra i templi egizi sul Nilo per la sua posizione.
La città si chiamava Pa-Sebek, «dominio di Sobek». Il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità fa risalire Ombo all’egizio Nubt, «la città d’oro». Il luogo acquistò importanza solo con i Tolomei. Wilkinson riferisce che il tempio fu costruito da soldati di stanza qui e che Kom Ombo era un campo di addestramento per gli elefanti africani usati dall’esercito. La pagina del tempio di Kom Ombo segue i due dèi, le rispettive famiglie e chi veniva qui in cerca di guarigione.
















